Rinnovare il cuore per rinnovare il mondo Da san Benedetto una delle lezioni più importanti: la comunione come cuore della casa e della missione.
Meditazione di Mons. Massimo Camisasca Vescovo emerito di Reggio Emilia – Guastalla
San Benedetto (480-547) vive in un periodo storico di grande cambiamento: l’impero romano si sta sfaldando e sorge la necessità di ricostruire la comunità e l’uomo. “Egli costruì con i suoi discepoli una piccola città cristiana nella quale regnavano l’amore, l’obbedienza, l’innocenza, l’animo libero dalle cose e l’arte di usarle rettamente, il primato dello spirito e la pace”, ha detto Paolo VI proclamandolo patrono d’Europa.Con san Benedetto nasce la vita monastica in Occidente e attorno ad essa un tessuto sociale, una rete di rapporti, un atteggiamento umano che nella pazienza e nella tenacia, produrrà letterati, papi, uomini di cultura e governanti.Ciò che impressiona della sua vita è il fatto che egli non ha ideato un proprio progetto di ricostruzione, ma ha semplicemente delineato un uomo nuovo che percepisce tutta la realtà come parte dell’unico volto di Cristo. La conversione diventa così preghiera, la preghiera canto, studio delle lettere e della Scrittura, senso degli spazi, costruzione architettonica e pittura, lavoro della terra, senso della alimentazione e della coltivazione.
L’essenza del messaggio di san Benedetto e l’originalità della sua istituzione risiedono nella nuova forma che egli stesso ha creato, sintesi fra la croce, il libro e l’aratro. In un mondo di lotte e di violenze, la sapienza della croce porta a vivere sotto lo steso tetto persone di età, cultura, lingua e mentalità diverse. Nella comunità benedettina tutti vengono accolti, schiavi e liberi, romani e barbari, dotti, ignoranti. La sapienza educativa è saper trovare il posto in cui ciascuno possa concorrere all’unità del disegno. La pietra deve essere squadrata, qualcosa deve essere lasciato da parte, qualcos’altro evidenziato, ma nella sostanza ciascuno viene riconosciuto con un suo posto e con un suo contributo. Non si tratta del meglio della persona, né appena del bene che apporta, ma della totalità della persona. La forza di san Benedetto è stata far partecipare tutte le persone, con la loro problematicità e con la loro esaltante ricchezza, all’opera comune.
Qualcosa di simile siamo chiamati viverlo anche noi oggi. L’espressione “ossatura monastica” descrive, infatti, il cuore della vita delle case della Fraternità san Carlo e il fondamento della loro missione.
San Benedetto è il patrono d’Europa proprio per l’enorme trasformazione storica che il modo di vivere da lui originato ha favorito, per l’impeto missionario che ha vissuto. Ha mutato migliaia e migliaia di uomini, che probabilmente avrebbero concorso alla distruzione della loro società, in persone che hanno migliorato il mondo. Perché ciò accada, occorre che gli uomini si aprano all’azione dello Spirito: accogliere concretamente la forma storica in cui Dio ci colloca e lasciarsi plasmare da essa, in un incontro continuo e fecondo della propria libertà con la libertà di Dio. In definitiva, il contributo che il cristianesimo può dare alla trasformazione del mondo è il cambiamento del cuore dell’uomo. E proprio come ci insegna san Benedetto, che ha rinnovato prima un continente e poi il mondo intero, è un cambiamento che, per grazia, è possibile ancora oggi.
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Testo originale https://sancarlo.org/rinnovare-il-cuore-per-rinnovare-il-mondo/